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MILANO - Dopo indagini durate vari mesi, la polizia di Tambov, una città a 480 km a sud-est di Mosca, ha arrestato Valeria K. (32 anni). La donna è accusata di aver commesso abusi sessuali su almeno dieci uomini di età tra i 25 e i 35 anni. La tecnica di Valeria, soprannominata la «donna ragno» dagli organi d'informazione russi, era molto semplice: avvicinava le vittime nei bar e li portava a casa sua. Qui, offriva loro una bevanda alcolica in cui si inserisce una droga o un potente sonnifero.

Valeria K. (da life.ru)
VIOLENZE - La donna, studentessa universitaria fuori-corso, era una fanatica ammiratrice di film horror nonché una collezionista di ragni e altri tipi di insetti. I suoi amici, interrogati dalla polizia, dicono che aveva una vera e propria malattia per la vedova nera, uno dei ragni più velenosi esistenti al mondo. Attirato il maschio di turno nella sua tela e dopo averlo addormentato, la bella Valeria si scatenava nei confronti della vittima che aveva tra le mani. A Denis F., 29 anni, gli ha tagliuzzato il pene; ad Ayrtom Z. (32 anni) ha strappato i testicoli con una pinza. Altri uomini, per fortuna, non sono stati trattati in modo così duro. Comunque, tutte e dieci le vittime hanno dovuto trascorrere periodi più o meno lunghi in ospedale. Solo una di loro, di cui la polizia non rivela il nome, non si è lamentata del trattamento di Valeria. Anzi, secondo le sue parole, la cosa è stata «molto eccitante».
Una truffa vecchia come il mondo, i riti per togliere il "malocchio", aveva fruttato un notevole giro d'affari a due nomadi, arrestate dalla squadra mobile di Vicenza. Ad una sola delle loro vittime erano riuscite a spillare 260mila euro. Complessivamente con le loro arti da fattucchiere avevano già incassato nel tempo circa 270mila euro. Le due zingare prendevano di mira soprattutto donne, scegliendole in maniera accurata.
Dovevano trovarsi in una condizione psicologica labile, per motivi di salute o per aver appena vissuto una crisi affettiva. Le due donne le convincevano che la loro difficile situazione era frutto di un malocchio, di una "fattura" negativa e che con riti e procedure adeguate, a pagamento, poteva essere sconfitta. Naturalmente promettevano alle vittime che avrebbero ritrovato serenità, salute, amore e quant'altro.
A questa attività ha posto fine l'indagine della squadra mobile di Vicenza che è riuscita ad ottenere per le due donne altrettante ordinanze di custodia. Le nomadi si trovano ora una nel carcere di Vicenza, l'altra in quello di Padova.
Una pensionata di 62 anni, è stata multata per avere dato da mangiare ad un cane randagio. E' accaduto a Siliqua, a 35 chilometri da Cagliari, dove un'ordinanza del sindaco vieta ai cittadini di cibare i tanti cani randagi della zona. La donna però, quando si è trovata di fronte ad un setter malato e stremato, vicino a casa, gli ha dato un po' d'acqua ed una manciata di crocchette per cani. Subito è scattata la multa dei vigili: 105 euro.
A fare le spese dell'ordinanza del sindaco una pensionata di 62 anni, Natalina Todde, che vedendo un setter malato e stremato (la Sardegna e' fra le regioni piu' calde d'Italia) ad un angolo della strada poco distante dalla propria abitazione gli ha dato un po' d'acqua ed una manciata di crocchette per cani. Ma e' stata multata dai vigili comunali (105 euro).
La donna - come ha raccontato al quotidiano La Nuova Sardegna che ha riportato la notizia - paghera' la multa ("ho cercato di alleviare le sofferenze di quel cane mossa da compassione") ma ha ricordato che ''i vigili urbani sono stati solerti nel sanzionarmi ma non sono stati puntuali quando li ho invitati più volte a far ospitare il setter in un centro in grado di curarlo". Secondo i vigili vi è una ordinanza che deve esser rispettata e "se la signora Todde voleva dare conforto al setter poteva portarselo nel suo cortile", avrebbero detto.
MILVA in "LA VISITA DELLA VECCHIA SIGNORA"
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